Reati ambientali: gli obblighi di diligenza e i confini di responsabilità in caso 
di guasto degli impianti secondo la Cassazione e i limiti della procedura di 
estinzione amministrativa dei reati.

Reati ambientali: gli obblighi di diligenza e i confini di responsabilità in caso di guasto degli impianti secondo la Cassazione e i limiti della procedura di estinzione amministrativa dei reati.

di: Avvocato Daniele Zaniolo

La Sentenza della Corte di Cassazione penale, n. 19986 sez. III del 20 maggio 2021, ha affrontato alcuni temi di carattere generale in materia di reati ambientali

La Suprema Corte intende responsabilizzare la gestione “ambientale” delle attività produttive, stabilendo l’obbligo di predisposizione delle misure di prevenzione, ma anche quelle di allarme che consentano l’immediato intervento in caso di guasto. E, ovviamente, particolare pregio va dato all’attività di manutenzione degli impianti. Ove tali sistemi non siano predisposti, quindi, il contravventore verte in una situazione di colpa, di negligenza che costituisce uno dei presupposti della responsabilità penale.


La Sentenza ricorda anche che gli articoli 318 bis e seguenti del testo Unico Ambientale stabiliscono una procedura di estinzione amministrativa dei reati contravvenzioni ambientali, analoga a quella prevista dal D.Lgs 758/94 in materia antinfortunistica, ma che questa procedura non è obbligatoria. Il contravventore non può neppure lamentarsi in sede di gravame per la mancata attivazione di questa procedura.

La sentenza, infatti, sembra ammettere la possibilità di impugnazione sul punto solo nel caso in cui l’imputato abbia chiesto all’organo accertatore o al pubblico ministero che non si siano attivati autonomamente, di avviarla in un momento successivo