Non è infortunio sul luogo di lavoro la caduta del concorrente durante la trasmissione televisiva

Non è infortunio sul luogo di lavoro la caduta del concorrente durante la trasmissione televisiva

di: Vincenzo Morena
Il concorrente di una trasmissione televisiva, caduto rovinosamente durante il gioco, non può qualificare l'ambiente dove si è verificato l'infortunio come luogo di lavoro. Lo ha stabilito la Cassazione nella sentenza 6 maggio 2024, n. 17679, relativa alla possibile equiparazione, ai fini della tutela antinfortunistica, tra un concorrente di una nota trasmissione della tv generalista e un lavoratore.
Il partecipante al programma aveva contestato alla società produttrice dello show la responsabilità dell'infortunio, avvenuto mentre stava svolgendo una prova (salto da un rullo all'altro); durante il gioco il concorrente era caduto a terra, battendo il capo e riportando una malattia insanabile.
Gli Ermellini hanno ritenuto corrette le conclusioni dei giudici di primo grado, i quali avevano escluso che l'ambiente in cui si era verificato l'infortunio fosse qualificabile come "luogo di lavoro" sulla base dell'elemento di fatto rappresentato dalla «destinazione ludica della struttura, in quanto finalizzata esclusivamente alle prove da svolgere da parte dei concorrenti in una trasmissione televisiva e riservata esclusivamente all'utilizzo da parte dei medesimi e non da parte dei lavoratori presenti all'interno della struttura».
Il rischio connesso all'utilizzo della struttura in questione non è espressione di un rischio di tipo lavorativo – chiosa, quindi, la Cassazione – in quanto non correlato all'attività di impresa e non essendo, di fatto, la stessa collocata in uno spazio definibile come destinato ad attività lavorativa.