InformARS - Approvato in
via definitiva il DDL
semplificazioni
Gentili lettori,
partendo col segnalarvi le novità
dell'ultimo periodo a livello nazionale, vi informiamo che il 26 novembre è
stato approvato in via definitiva il “DDL semplificazioni”,
di cui si attende a breve la pubblicazione in Gazzetta.
Il documento porta “Disposizioni per la semplificazione
e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche
e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, ed
introduce semplificazioni nei procedimenti amministrativi di moltissimi
settori. Nella News dedicata illustriamo le novità nel settore
ambientale.
Semplificazioni anche per le Energie
rinnovabili con
la pubblicazione, sempre il 26 novembre, di un nuovo provvedimento
che aggiorna il "Testo unico rinnovabili" (D.Lgs. 190/2024), con
entrata in vigore prevista per l'11 dicembre 2025. Il provvedimento
mira a snellire le procedure autorizzative, favorire gli investimenti
e migliorare la gestione digitale dei progetti. A livello nazionale segnaliamo
anche che dal 20 novembre è disponibile il nuovo aggiornamento dell'APP RENTRI FIR
Digitale in ambiente DEMO, compatibile con entrambe le
piattaforme iOS e Android.
Infine l'UNI, allineandosi alle modifiche
dell'art. 79, comma 2, del D.Lgs. 81/2008, che richiede
l'adeguamento dei criteri di selezione dei DPI alle norme
tecniche più recenti, ha pubblicato la nuova versione della norma
che aggiorna i criteri di scelta, uso, manutenzione e gestione
degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (Apvr).
L'Ente ha reso anche disponibile, dal 13 novembre 2025, la
nuova UNI 11997:2025, per la
caratterizzazione della sabbia di vetro impiegata nei processi
di recupero dei rottami vetrosi ai fini della cessazione della
qualifica di rifiuto (EoW), che sostituisce la
precedente prassi di riferimento utilizzata dagli operatori a
partire dal 2017.
Dall'Europa arriva la
conferma del rinvio dell'entrata in vigore degli obblighi
previsti dal Regolamento EUDR "antideforestazione" (regolamento
2023/1115): i grandi operatori e commercianti dovranno conformarsi dal 30 dicembre 2026, mentre micro e piccole imprese avranno tempo fino al 30 giugno 2027. Novità sono introdotte anche dal
regolamento (UE) 2025/2359 , pubblicato in GUCE l'11
novembre e in vigore dall'11 dicembre 2025 , per le
aziende che producono o commercializzano carburanti a basse
emissioni. Dovranno applicare il nuovo metodo europeo
per dimostrare che i loro prodotti garantiscono un abbattimento
significativo dei gas serra. Nuovi obblighi anche per le imprese che importano merci ad alto contenuto di carbonio soggette al meccanismo Cbam.
Le aziende che introducono queste merci sulle
piattaforme continentali o nelle zone economiche esclusive (ZEE)
degli Stati membri, dovranno usare i nuovi moduli predisposti
dall'Ue, entro 30 giorni, per la dichiarazione di ricevimento
dei beni da comunicare all'autorità doganale. Segnaliamo anche le nuove misure per evitare la dispersione dei pellet di plastica, una delle principali fonti di inquinamento da microplastiche.
Le misure sono introdotte dal
regolamento (UE) 2025/2365 che definisce un quadro uniforme di obblighi
per tutti gli operatori che manipolano pellet lungo la catena di approvvigionamento. Dal 14 dicembre 2028 partono, invece, gli
obblighi per i produttori di caricabatterie e alimentatori,
chedovranno conformarsi a
nuove regole di progettazione ecocompatibile,
contenute nel
regolamento (UE) 2025/2052 (pubblicato sulla Gazzetta del 24 novembre) e che fanno parte del Piano di lavoro sull'ecoprogettazione 2022-2024, con l'obiettivo di prolungare la durata dei prodotti e a migliorarne la compatibilità con diversi dispositivi.
Vi invitiamo a consultare la sezione News per
la rassegna completa ed il commento delle novità normative.
Per concludere, nella sezione "JURIS",
un nuovo contributo dell'Avvocato Daniele Zaniolo
a commento della
sentenza n. 33651
del 13 ottobre 2025 della Terza Sezione Penale della Cassazione,
che affronta questioni di particolare rilevanza in materia di prova del reato di inquinamento idrico, consolidando principi giurisprudenziali fondamentali sui criteri di prova alternativi alle analisi di laboratorio e sulla natura permanente dei reati ambientali.
La condanna è stata pronunciata nonostante l'assenza di analisi chimiche utilizzabili, sulla base di un complesso apparato indiziario che includeva la
percezione olfattiva degli operanti, la documentazione fotografica, la natura dell'attività svolta dalla società e le
modalità concrete dello sversamento.